La community del #VolontariDigitali si impegna da diversi anni per condividere strumenti, tools, metodologie per costruire una cultura digitale nelle piccole e medie realtà NoProfit. In questi anni tanti passi avanti sono stati fatti, oggi grazie anche all’offerta formativa di questa piattaforma le piccole realtà di volontariato possono lavorare sulla propria brand identity e facilitare la comunicazione interna ed esterna a costo zero.

Con la rivoluzione delle Intelligenze Artificiali questo processo virtuoso ha visto anche una significativa accelerazione: il fascino di questi nuovi strumenti, la loro accessibilità e facilità di uso, ha portato enormi cambiamenti laddove, fino a qualche mese fa, sembrava tutto immobile.

Osservando contenuti e materiale prodotto dalle organizzazioni ultimamente, non possiamo non notare un cambiamento sostanziale: le slide delle assemblee sono più belle, le locandine degli eventi hanno una grafica di impatto, le relazioni di progetti e attività sono più dettagliate, scorrevoli, complete, i comunicati stampa escono puntuali, i post sui social hanno coerenza visiva e copy quasi “virali”.

Si può tranquillamente dire che l’intelligenza artificiale è ufficialmente entrata nelle piccole e medie organizzazioni nonprofit.

Era un desiderio condiviso da questa community, il tanto tempo speso in formazione e scoperta di soluzioni e strumenti ha cambiato il modo in cui lavoriamo. Ma possiamo davvero dire che questo sia un traguardo?

Usare la tecnologia con metodo è stato sempre un punto cardine di questa community. In ogni webinar formativo del percorso #VolontariDigitali non ci siamo mai limitati a fare tutorial di strumenti, piuttosto di offrire una loro applicabilità concreta, a costo zero (o quasi) e soprattutto legata a un metodo di lavoro.

Se l’impatto dell’Intelligenza artificiale sta generando risultati così impeccabili, dall’altro forse è arrivato il momento di salvaguardare l’originalità dei nostri contenuti. Non possiamo non notare oggi che questi output impeccabili, iniziano piano piano ad assomigliarsi: relazioni strutturate in modo simile, stesso registro di comunicazione, locandine fortemente riconoscibili in tonalità, contrasti e messaggi.

Niente di nuovo o allarmante sia chiaro, tuttavia, vale la pena, visto che si siamo dentro, sfruttare questa onda di innovazione tecnologica rappresentata dall’AI per rafforzare il nostro focus e i nostri messaggi con dei contenuti il più possibile originali.

L’AI così come la tecnologia usati senza guida, tendono a livellare e paradossalmente appiattire proprio quella voce autentica che rende unica ogni associazione.

E proprio una regolamentazione condivisa nell’uso di questi strumenti è al centro dell’AI ACT, la normativa europea che da diversi mesi vuole dare delle linee guida condivise per un uso consapevole e rispettoso della privacy dell’AI.

Un regolamento che l’Italia ha già recepito, che non introduce al momento obblighi immediati e improrogabili per chi usa strumenti AI nelle attività quotidiane, ma traccia una direzione precisa basata sulla trasparenza, la formazione e l’autoregolamentazione.

Ecco che di fronte a questo scenario, questa è la migliore occasione per costruire un ecosistema interno ed esterno più protetto, coerente, e condiviso!

  • Chi usa l’intelligenza artificiale nella nostra organizzazione?
  • Che strumenti usa?
  • Come li sua?
  • Facciamo attenzione ai dati associativi che condividiamo?
  • Tuteliamo la privacy dei nostri utenti?
  • Cosa prevede il nostro GDPR?

Il primo passo da compiere all’interno di ogni organizzazione è forse trovare delle risposte a queste domande, esplicitando strumenti e modalità d’uso non solo dell’AI, ma di tutta la tecnologia che oggi, a costo zero ci facilita la vita.

Non arriveremo impreparati quando verranno definiti obblighi e sanzioni e, condividendo un metodo di lavoro, riusciremo a massimizzare l’impatto di questi strumenti salvaguardando la nostra unicità!

Per approfondire queste tematiche, ecco tre pillole formative gratuite:

  • Arriva l’AI ACT: cosa sta cambiando e da dove partire. Il fenomeno dell’uso non governato dell’AI, cosa prevede la nuova normativa europea e tre azioni concrete per iniziare ad autoregolamentarsi. Clicca qui
  • Privacy policy, che valore ha nella nostra organizzazione? Perché il GDPR riguarda anche la tua associazione, come capire se sei davvero in regola e un modello personalizzabile per iniziare. Clicca qui
  • Immagini online: cosa puoi usare (e cosa no). Diritto d’autore, licenze Creative Commons, AI generativa e le risorse gratuite pensate per il mondo del volontariato. Clicca qui

Trasforma le tue competenze digitali in opportunità, rafforza la tua organizzazione, sostieni la tua comunità 💪

💁 Su https://volontaridigitali.altervista.org/ una vastissima offerta formativa disponibile gratuitamente e on demand per rafforzare le competenze e moltiplicare il valore sociale.

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